Il Territorio
DonnaLia e Cenni di geologia Canavesana

Il disciplinare di zona in cui è situata l’azienda riferisce alla DOC Canavese; gli impianti dei vigneti sono disposti sulle propaggini del versante sud est di un evidente anfiteatro morenico di origine glaciale (Serra Morenica d’Ivrea) a confine con la Val d’Aosta, nella provincia di Biella. Le terre conformatisi sono una zona ideale per la coltivazione della vite grazie al microclima mite, protetto dalle colline ed equilibrato dalla presenza di due importanti fiumi (Dora Baltea e Orco) e numerosi laghi disseminati nell’area pianeggiante, tra cui il Viverone.
L’anfiteatro morenico del Canavese è un rilievo che risale al periodo quaternario, originato dal trasporto di sedimenti verso la pianura Padana operato nel corso delle glaciazioni dal grande ghiacciaio che percorreva la vallata della Dora Baltea e che ricopriva la catena montuosa del Gran Paradiso e del Monte Rosa, le cui creste collinari hanno un’altitudine media tra i 300 metri e i 600 metri. Il nome anfiteatro dato a queste strutture geomorfologiche, fa riferimento alla caratteristica forma semicircolare facilmente evidenziabile su mappa geografica.

DonnaLia e La Biodiversità e la Sostenibilità del Vigneto
L’agricoltura convenzionale, soprattutto nelle sue forme più intensive, contribuisce in modo talvolta significativo alla trasformazione e alla riduzione della diversità biologica del territorio. L’uso dei fitofarmaci, l’eccessiva semplificazione degli ecosistemi porta inevitabilmente ad una diminuzione della biodiversità. Anche la viticoltura, intesa come attività produttiva indirizzata esclusivamente a creare reddito aziendale, può rappresentare una minaccia; spesso lo spazio viticolo e lo spazio “circostante” sono due situazioni separate e ben delimitate, gestite con regole diverse.
Una viticoltura sostenibile intende invece contribuire alla formazione di un mosaico di habitat, con alternanza di aree coltivate a bosco o prato in modo da garantire un equilibrio del territorio con la conservazione e lo sviluppo delle specie autoctone. La ricchezza di biodiversità assicura lo sviluppo di una rete trofica tale da garantire l’equilibrio tra predatori e parassiti, limitandone un eccessivo sviluppo a danno delle colture. Questo come conseguenza può portare ad una riduzione significativa dell’uso dei fitofarmaci nel vigneto.
L’abbandono della pratica del diserbo chimico e la progressiva diminuzione dei pesticidi insieme al rispetto della complessità paesaggistica del contorno del vigneto (bosco a latifoglie, prati stabili, frutteto, orto) sta portando l’agrosistema vigneto della nostra azienda verso una sempre maggiore ricchezza in biodiversità ecosistemica. Da sempre applichiamo il disciplinare della “Lotta integrata” che dal 2023 ha portato alla certificazione SQNPI.





